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Cargo aereo in crescita: opportunità per la logistica italiana

Il cargo aereo continua a crescere nel 2026 e conferma il proprio ruolo nelle filiere dove velocità, affidabilità e controllo dei tempi fanno la differenza. A giugno 2026 la domanda mondiale di trasporto aereo merci, misurata in CTK (Cargo Tonne-Kilometres), è aumentata dell’8,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita del traffico internazionale è stata ancora più forte, con un incremento del 9,6%Nello stesso mese la capacità disponibile, indicata dall’indicatore ACTK (Available Cargo Tonne-Kilometres), è cresciuta del 4,4%.

Secondo i dati IATA – Air Cargo Demand Strengthens in June, Up 8.5%, la domanda quindi sta aumentando più rapidamente degli spazi disponibili. Un elemento che rende ancora più importante la pianificazione delle spedizioni e la capacità degli operatori di gestire slot, rotte e soluzioni alternative.

Dietro la crescita del trasporto aereo merci non ci sono solo maggiori volumi. Il settore diventa strategico quando il tempo fa la differenza. Può trattarsi di un componente industriale necessario per evitare un blocco della produzione, di un farmaco che richiede una temperatura controllata, di un prodotto tecnologico o di una spedizione urgente per un cliente internazionale.

Per la logistica italiana la sfida è trasformare questa crescita in un vantaggio competitivo. Per farlo serve un sistema più integrato, capace di collegare aeroporti, interporti, trasporto terrestre e imprese esportatrici.

Cosa sta sostenendo la domanda di cargo aereo

La crescita del cargo aereo è legata soprattutto alle merci per cui rapidità e affidabilità hanno un valore economico elevato.

Tra i settori che utilizzano maggiormente il trasporto aereo merci troviamo:

  • prodotti tecnologici e componentistica elettronica;
  • farmaceutico e biomedicale;
  • componenti industriali urgenti;
  • beni ad alto valore;
  • prodotti deperibili;
  • e-commerce internazionale.

Un’azienda che deve consegnare un componente specifico a una linea produttiva estera non valuta soltanto il costo del trasporto. Spesso il vero elemento decisivo è evitare un fermo operativo di giorni o settimane.

A giugno 2026 la crescita del cargo aereo si è inserita in un contesto di aumento del commercio globale, cresciuto del 5,2% nello stesso periodo. La differenza tra i due valori è significativa: la domanda di trasporto aereo è aumentata più rapidamente rispetto agli scambi complessivi. Questo indica che l’aereo viene utilizzato sempre più per flussi selezionati, caratterizzati da urgenza, valore unitario elevato o necessità di consegna rapida. Non si tratta quindi di una crescita uniforme di tutte le merci, ma di un utilizzo più mirato dello strumento aereo all’interno delle strategie logistiche delle imprese.

Europa e principali corridoi internazionali

Aereo

Il mercato europeo segue il trend positivo, ma con differenze importanti tra le diverse direttrici commerciali. A giugno 2026 i vettori europei hanno registrato una crescita della domanda cargo del 6,9%, accompagnata da un aumento della capacità disponibile del 3,7%.

Particolarmente rilevante è il collegamento tra Europa e Asia, dove il traffico è cresciuto del 7,1%, sostenuto dagli scambi industriali e dalla domanda di prodotti tecnologici e componentistica. Di segno opposto il collegamento tra Europa e Medio Oriente, che ha registrato una contrazione del 41,1% a causa delle interruzioni geopolitiche e delle difficoltà operative lungo alcune rotte internazionali. Questi dati mostrano un elemento ormai centrale per la logistica: nessun operatore può dipendere da un’unica direttrice.

Per spedizionieri e aziende esportatrici diventa sempre più importante lavorare su più possibilità operative:

  • diversi aeroporti di partenza e arrivo;
  • più vettori disponibili;
  • rotte alternative;
  • soluzioni integrate strada-aereo.

La capacità di reagire rapidamente agli imprevisti diventa parte del servizio offerto al cliente.

Come funziona la filiera del cargo aereo

Il funzionamento del trasporto aereo merci coinvolge diversi operatori e modalità operative. Una prima distinzione riguarda il tipo di aeromobile utilizzato. Il belly cargo sfrutta le stive degli aerei passeggeri. È una soluzione molto diffusa perché permette di utilizzare capacità disponibile sui voli commerciali. I dedicated freighter, invece, sono aeromobili progettati esclusivamente per il trasporto merci e vengono utilizzati soprattutto per grandi volumi o collegamenti specializzati.

All’interno della filiera operano poi soggetti con ruoli diversi:

  • i vettori aerei gestiscono il trasporto;
  • gli handler curano movimentazione e operazioni aeroportuali;
  • gli spedizionieri organizzano la catena logistica per conto delle aziende;
  • i courier operano attraverso reti integrate terra-aria dedicate soprattutto a spedizioni rapide.

Un elemento particolare è rappresentato dall’aviocamionato. In questo caso la merce viene venduta commercialmente come trasporto aereo, ma una parte del percorso viene effettuata su strada verso un altro aeroporto.

È una pratica molto utilizzata in Europa e dimostra che il cargo moderno non è legato soltanto alla presenza fisica di un volo, ma alla capacità di costruire una rete efficiente tra diversi nodi logistici.

Il cargo italiano nel Piano Nazionale degli Aeroporti

Lo sviluppo del cargo aereo Italia passa anche dalle indicazioni contenute nel Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il documento individua una maggiore specializzazione degli scali italiani. Tra gli aeroporti principali per il settore air cargo figurano:

  • Milano Malpensa;
  • Roma Fiumicino.

Altri scali vengono indicati come riferimenti per lo sviluppo delle attività cargo, tra cui:

  • Venezia;
  • Brescia;
  • Ancona;
  • Catania;
  • Cagliari;
  • Taranto;
  • Lamezia Terme.

Napoli presenta invece una presenza significativa nelle attività courier, legate soprattutto alla movimentazione di spedizioni rapide e servizi espressi. Un tema rilevante riguarda la concentrazione dei flussi nel Nord Italia. Una parte delle merci italiane viene infatti trasferita verso aeroporti esteri specializzati, con una perdita di valore aggiunto per il sistema nazionale.

La questione non riguarda soltanto il numero di voli disponibili, ma la capacità dell’Italia di trattenere lungo la propria filiera attività logistiche, servizi e competenze.

Interporti, ferrovia e tecnologie per far crescere il settore

La crescita del cargo aereo dipende sempre più dalla qualità della rete che collega l’aeroporto al territorio.

Il Piano Nazionale degli Aeroporti evidenzia alcune priorità:

  • mappatura dei flussi merci;
  • tracciabilità delle spedizioni aviocamionate;
  • integrazione tra aeroporti e interporti;
  • collegamenti ferroviari;
  • digitalizzazione delle procedure logistiche e doganali.

Per un’impresa esportatrice non basta avere un aeroporto vicino. Serve sapere dove si trova la merce, quando arriverà e quali alternative sono disponibili in caso di problemi. Tecnologie di monitoraggio, sistemi di condivisione dei dati e piattaforme digitali possono migliorare il coordinamento tra spedizionieri, operatori aeroportuali e trasportatori. Un ruolo potrà essere svolto anche dalle Zone Economiche Speciali e dalle sperimentazioni legate a nuove tecnologie, compresi droni e sistemi innovativi per la gestione dei flussi.

Il punto centrale è semplice: il cargo cresce quando cresce l’intero ecosistema logistico.

Le opportunità per gli operatori italiani

La crescita internazionale del cargo aereo apre spazi per molte attività della filiera.

Tra i servizi con maggiore potenziale troviamo:

  • trasporto di merci urgenti e ad alto valore;
  • gestione della cold chain farmaceutica;
  • magazzini doganali;
  • consolidamento dei carichi;
  • trasporto stradale aeroportuale;
  • sistemi di tracciabilità digitale.

Anche l’integrazione tra cargo aereo, porti e interporti rappresenta un’opportunità concreta. Le imprese che gestiscono flussi internazionali hanno bisogno di soluzioni flessibili, capaci di combinare modalità diverse in base a tempi, costi e disponibilità.

Un prodotto può arrivare via mare fino a un hub logistico e proseguire via aereo per una consegna urgente. Oppure una spedizione può utilizzare la strada per raggiungere lo scalo più efficiente, anche se non è quello più vicino geograficamente.

La competitività futura dipenderà dalla capacità degli operatori italiani di offrire servizi integrati, non singole prestazioni scollegate.

Conclusioni

La crescita mondiale del cargo aereo rappresenta un’opportunità anche per l’Italia, ma il vantaggio economico arriverà solo attraverso infrastrutture adeguate, collegamenti efficienti e una maggiore integrazione tra tutti gli attori della logistica.

Aeroporti, interporti, tecnologie e competenze dovranno lavorare insieme per trasformare l’aumento della domanda internazionale in valore per le imprese italiane.

In questo scenario LTS Expo Napoli, in programma dal 27 al 29 giugno, rappresenta un momento di confronto tra operatori del trasporto aereo, logistica, infrastrutture e tecnologia, con l’obiettivo di favorire nuove collaborazioni lungo tutta la filiera.