E-commerce Italia 2026: logistica e ultimo miglio
L’e-commerce italiano continua a crescere e con lui cambia il modo in cui le aziende gestiscono merci, ordini e consegne. Nel 2026 gli acquisti online degli italiani superano 66,6 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente. Il dato arriva dall’analisi Netcomm – E-commerce B2C in Italia 2026 realizzata in collaborazione con il Politecnico di Milano.
Il valore complessivo comprende 42,6 miliardi di euro di acquisti di prodotti e 24 miliardi di euro di servizi. La distinzione è importante perché la componente che incide direttamente sulla logistica è quella dei prodotti fisici. Sono infatti le merci a richiedere trasporto, stoccaggio e distribuzione. Turismo, assicurazioni e altri servizi digitali seguono invece dinamiche diverse e non generano movimentazione di beni.
Dietro questi numeri ci sono circa 35 milioni di consumatori digitali e una trasformazione che coinvolge tutta la catena: magazzini, operatori di fulfillment, corrieri, punti di ritiro, sistemi informativi e gestione dei resi.
La crescita dell’e-commerce non significa soltanto più pacchi da consegnare. Significa anche maggiore complessità. Un cliente che acquista online si aspetta disponibilità immediata, informazioni precise sulla spedizione, consegne flessibili e procedure di reso semplici.
Per questo la logistica e-commerce è diventata un elemento decisivo nella competitività delle aziende.
Un mercato maturo che continua a crescere
Il mercato online italiano sta entrando in una fase più matura. La crescita non dipende più soltanto dall’arrivo di nuovi consumatori digitali, ma soprattutto dalla frequenza degli acquisti e dal valore medio degli ordini.
La quota degli acquisti online sui prodotti raggiunge l’11,5% del retail, mentre il numero degli utenti che acquistano sul web si è stabilizzato su livelli elevati. La domanda si è inoltre distribuita anche fuori dalle grandi città: oggi un consumatore di un centro medio o piccolo utilizza l’e-commerce con la stessa naturalezza di chi vive in un’area metropolitana.
Questo cambiamento modifica le esigenze logistiche. Se in passato la sfida principale era raggiungere rapidamente un numero crescente di clienti, oggi il tema è gestire in modo efficiente migliaia di ordini diversi, spesso composti da pochi articoli e destinati a località molto distanti tra loro. Anche il numero delle imprese attive nell’e-commerce racconta una fase di maggiore selezione: sono passate da circa 91.000 a 87.000.
In un mercato più competitivo, non basta essere presenti online. Le aziende devono controllare costi logistici, disponibilità delle scorte, tempi di consegna e qualità del servizio. Un prodotto può essere acquistato con un clic, ma dietro quel clic deve esserci una macchina organizzativa capace di rispettare la promessa fatta al cliente.
I settori che alimentano i flussi logistici

La crescita dell’e-commerce non coinvolge tutti i comparti allo stesso modo. Alcune categorie stanno aumentando più rapidamente e richiedono soluzioni logistiche specifiche. Il settore Beauty & Pharma registra una crescita dell’8%, sostenuto dalla diffusione degli acquisti online di cosmetici, prodotti per la cura personale e articoli farmaceutici. In questo caso la logistica deve garantire precisione, tracciabilità e, per alcune categorie, condizioni particolari di conservazione.
Anche altri comparti mostrano un andamento positivo:
- informatica ed elettronica;
- abbigliamento;
- editoria;
- arredamento e home living;
- Food & Grocery.
Le esigenze però cambiano in base al prodotto.
L’elettronica richiede maggiore sicurezza nella gestione dei colli e nella prevenzione dei danni. La moda deve affrontare un numero elevato di resi legati a taglie e preferenze personali. L’arredamento presenta invece problematiche diverse, perché un mobile o un articolo voluminoso richiede trasporti dedicati e una gestione accurata della consegna.
Nel grocery entrano in gioco soprattutto puntualità e controllo della temperatura, elementi fondamentali per garantire qualità e sicurezza alimentare. La crescita dell’e-commerce porta quindi con sé una crescita della specializzazione logistica.
Dal magazzino al fulfillment integrato
Nel commercio elettronico il magazzino non è più soltanto un luogo di stoccaggio. Diventa il centro operativo nel quale si incontrano ordini, dati e movimentazioni. Il fulfillment e-commerce comprende tutte le attività che accompagnano un ordine:
- ricezione della merce;
- gestione dell’inventario;
- stoccaggio;
- picking;
- preparazione del pacco;
- packaging;
- spedizione;
- monitoraggio della consegna;
- gestione del reso.
Per un’azienda che vende online, il valore non sta soltanto nel consegnare un prodotto. Sta nella capacità di sapere in ogni momento dove si trova la merce, quali quantità sono disponibili e quale sarà il percorso più efficiente per arrivare al cliente.
Per questo cresce la richiesta di operatori capaci di integrare sistemi come ERP, WMS e TMS con marketplace e piattaforme dei corrieri. La continuità dei dati diventa una leva competitiva. Un errore nell’inventario può generare una vendita mancata. Un ritardo nella preparazione può compromettere un’intera esperienza di acquisto.
Ultimo miglio: più consegne e maggiore complessità
L’ultimo miglio è la parte più visibile della logistica e anche una delle più difficili da gestire. È il momento in cui la promessa dell’e-commerce incontra la realtà quotidiana: traffico urbano, indirizzi difficili da raggiungere, assenze del destinatario, richieste di consegna rapide.
La complessità nasce dalla frammentazione. Un centro distributivo può preparare migliaia di ordini, ma ogni pacco deve poi raggiungere una destinazione diversa. Per gli operatori logistici diventano fondamentali:
- densità delle consegne;
- saturazione dei mezzi;
- puntualità;
- tracciabilità;
- gestione delle eccezioni.
La velocità resta importante, ma non può essere valutata separatamente dalla sostenibilità economica. Una consegna effettuata in tempi record ma con costi troppo elevati non rappresenta un modello sostenibile nel lungo periodo. Per questo molte aziende stanno investendo in sistemi di pianificazione più avanzati, capaci di ottimizzare percorsi, carichi e tempi.
Locker e punti di ritiro diventano parte della rete
Le modalità di consegna stanno cambiando. Nel 2026 le consegne out-of-home rappresentano il 21,9% degli acquisti, rispetto al 7,3% del 2014.
Il fenomeno comprende diverse soluzioni:
- locker automatici;
- punti di ritiro presso esercizi commerciali;
- click and collect;
- depositi dedicati.
La crescita di queste modalità risponde a un’esigenza pratica: ridurre i tentativi di consegna falliti e concentrare più pacchi in un unico punto. Per un corriere significa maggiore efficienza nella gestione dei percorsi. Per il cliente significa maggiore libertà nella scelta del momento del ritiro.
Lo sviluppo delle reti out-of-home richiede però organizzazione: servono punti facilmente accessibili, sistemi interoperabili e capacità di gestire i picchi, soprattutto durante periodi come Black Friday e festività. Locker e punti di ritiro non sostituiscono completamente la consegna a domicilio, ma diventano un elemento complementare della rete logistica.
Il reso diventa un processo industriale
Nel commercio elettronico il viaggio del prodotto non termina con la consegna. La gestione dei resi è diventata una componente strutturale della logistica e-commerce. Un articolo restituito deve essere raccolto, controllato e classificato. In base alle condizioni può essere:
- rimesso in vendita;
- ricondizionato;
- destinato a canali secondari;
- avviato al recupero dei materiali.
Una gestione inefficiente dei resi può generare costi elevati e immobilizzare scorte per settimane. Al contrario, processi organizzati e supportati dai dati permettono di ridurre i tempi di rimborso, recuperare valore dai prodotti e migliorare la soddisfazione del cliente.
Il reso quindi non deve essere considerato soltanto un costo. Può diventare un’area nella quale migliorare efficienza e marginalità.
Dove si crea valore per gli operatori logistici
La crescita dell’e-commerce apre nuove opportunità per chi offre servizi specializzati. Tra gli ambiti con maggiore potenziale ci sono:
- fulfillment per piccole e medie imprese;
- magazzini condivisi;
- piattaforme multicanale;
- gestione della cold chain;
- reti di locker e punti di ritiro;
- reverse logistics;
- soluzioni software per prevedere i volumi.
Un’opportunità interessante riguarda anche i territori fuori dai grandi centri urbani. La crescita degli acquisti online nelle aree periferiche richiede reti distributive più capillari e modelli organizzativi capaci di mantenere efficiente il servizio anche con volumi più frammentati.
Come indicatore della dimensione raggiunta dal settore, Poste Italiane – Risultati 2025 e aggiornamento strategico 2026 ha comunicato circa 349 milioni di pacchi consegnati nel 2025, insieme a una crescita dei ricavi nel comparto Pacchi e Logistica.
Il dato conferma che la gestione dei flussi derivanti dall’e-commerce è ormai una componente strutturale della logistica nazionale.
Conclusioni
La crescita dell’e-commerce italiano produce valore solo quando la logistica riesce a mantenere insieme due obiettivi: efficienza economica e qualità del servizio. Il vantaggio competitivo non si gioca più soltanto sulla velocità della consegna, ma sulla capacità di integrare inventario, ordini, dati, ultimo miglio e resi.
Per imprese e operatori logistici la sfida dei prossimi anni sarà costruire reti più flessibili, tecnologiche e sostenibili, capaci di accompagnare un consumatore sempre più abituato alla semplicità dell’acquisto online.